I miei ultimi otto mesi sul metanodotto di Lodi

Ebbene sì,

dopo ben otto mesi di metanodotto a Lodi ho finito, perché sono finalmente riuscita a trovare un cantiere più vicino a Ravenna che mi permette di poter tornare casa ogni giorno…questa cosa, che per altre persone può sembrare una banalità, per me è qualcosa di eccezionale!

Potrò finalmente dormire nel mio letto, col mio gatto, stare in bagno tutto il tempo che voglio e mangiare quando ne ho voglia.

Non fraintendetemi questa esperienza mi ha portato a conoscere persone mediocri ma anche bellissime persone con cui sicuramente manterrò un rapporto vero e genuino, ma avere i propri spazi è anche una bellissima cosa.

Ho iniziato a lavorare su questo metanodotto ad aprile, dopo cinque mesi di pausa, ero molto entusiasta inizialmente, anche se era a quasi 300 km dalla mia attuale abitazione.

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Il mio entusiasmo si è spento subito, questo cantiere non è stato per niente tranquillo come il mio primo metanodotto nel 2017, le tempistiche erano diverse, l’azienda era diversa, le persone erano diverse. Ho iniziato a trovare un equilibrio solo dopo ben quattro mesi, all’inizio di settembre, quando sono venuti a lavorare altri miei colleghi, alcuni dei quali che conoscevo già. Anche perché solo dopo ben quattro mesi siamo riusciti ad avere anche un equilibrio a livello lavorativo con la presenza di case fisse nonché di squadre fisse per ogni picchetto da bonificare. Ebbene sì, le case non sono mai state fisse fino alla fine di settembre, quindi ogni giovedì si faceva la valigia e il venerdì si tornava a casa…non ci credo che per un po’ non dovrò più fare questa trafila, probabilmente mi sentirò anche un po’ vuota …

La cosa che mi ha delusa di più e che poi mi ha spinto a cercare altro è stata la presunzione da parte di miei colleghi, che avevano un ruolo pari al mio, i quali avevano un bisogno costante di auto elogiarsi. Il filo conduttore di questo cantiere è sempre stato, infatti, il mettere in dubbio la professionalità altrui soprattutto dei più giovani. Tutto questo è stato molto svilente, ma del resto devo anche ringraziare questa situazione che mi ha temprata e mi ha spronata a cercare altro.

Sicuramente il momento dei saluti non è stato facile, ben otto mesi insieme, soprattutto per il legame creato con alcune persone. I miei coinquilini ad esempio, eravamo ormai diventati una piccola e allegra famiglia, alcuni atteggiamenti risultavano fastidiosi, come quelli di un fratello o una sorella, ma allo stesso tempo proprio quei difetti mi facevano sorridere.

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O come la mia amichetta Margherita, che al momento degli abbracci mi ha strappato anche una lacrima, mi mancherà tantissimo, non so come farò senza le nostre chiacchiere e senza le nostre risate nate da scenari completamente inventati.

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Senza alcuni di loro non ce l’avrei mai fatta a resistere ben otto mesi in questo contesto, è bello che nonostante le difficoltà e le arrabbiature sia nato qualcosa di buono.

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