Come è andato il mese di giungo?

Il mese di giugno è stato un mese lungo ma proficuo sotto tutti i punti di vista.

È iniziato con un po’ di ansia, a causa del tirocinio e tesi.

Nell’ultimo periodo i ritmi erano stati troppo elevati, andavo al lavoro, in treno facevo il tirocinio, tornavo a casa e continuavo il tirocinio, il weekend mi dividevo tra tirocinio e tesi, insomma non staccavo mai! È stato il mio fisico a ribellarsi e a dirmi basta!

Così ho deciso, all’inizio del mese, di prendermi qualche giorno da lavoro e terminare con calma il tirocinio e la tesi, promettendo a me stessa che un giorno del fine settimana, da quel momento in poi sarebbe stato dedicato totalmente al riposo! Perché non potevo andare avanti così.

In questo modo mi sono tranquillizzata e ho iniziato a svolgere le attività una per volta, senza pensare 24 h su 24 h a questa benedetta specializzazione.

Inaspettatamente ho così finito il tirocinio a metà giugno e inviato la tesi al mio relatore subito dopo, il quale ancora non mi ha inviato alcuna correzione ed entro venerdì prossimo dovrò caricare tutto sul sito dell’Università…ma questa è un’altra storia…

Durante il mese di giungo abbiamo inviato ufficialmente l’articolo al quale stavo lavorando da diversi mesi, il quale è un estratto della mia stessa tesi di specializzazione.

Pensavo così di essermi liberata da tutti gli impegni che mi avevano assillato negli ultimi mesi, e invece come un fulmine a ciel sereno mi viene richiesta la documentazione di un’assistenza svolta diversi mesi fa. Fortunatamente era quasi tutto già pronto perché ero stata al passo con la documentazione di scavo e di conseguenza è stato facile mettere tutto assieme.

Per quanto riguarda il lavoro, il mese di giugno, è stato un mese piuttosto pieno e redditizio.

Durante la giornata europea dell’archeologia il museo di Rimini ha organizzato visite guidate per presentare finalmente alla cittadinanza il sito che stiamo scavando, è stato molto emozionante stare in cantiere tutto il giorno e poter mostrare alla comunità il loro patrimonio archeologico. Dopo la presentazione del sito, si potevano ammirare alcuni dei reperti rinvenuti durante lo scavo, e si è visto come la gente fosse entusiasta di poter vedere da così vicino reperti che solitamente si possono ammirare solo all’interno di una teca di un museo.

Che dire giugno è stato un mese ricco di avvenimenti, durante il quale ho raggiunto diversi obiettivi legati soprattutto alla Scuola di specializzazione, ma non solo.

Nonostante sia stato un mese dove ci ha accompagnato un caldo soffocante, che come avrete capito non amo particolarmente, è stato molto soddisfacente e produttivo!

Come sopravvivere al caldo in cantiere?

L’estate, da quando lavoro come archeologa, è una stagione in cui soffro particolarmente perché contrastare il caldo è davvero molto difficile.

L’inverno è una stagione altrettanto difficile da affrontare, ma da quando lavoro quasi la preferisco, nonostante il fango, la neve e la pioggia.

Ma il caldo…il caldo è insopportabile e non c’è rimedio, a volte neanche stare all’ombra è sufficiente.

La stagione estiva però è quella più redditizia, proprio per la mancanza di pioggia, e ti permette di lavorare ininterrottamente, quindi bisogna approfittare!

Ma che strategia adotto per cercare di sopravvivere al caldo in cantiere?

Innanzitutto il mio kit di sopravvivenza è costituito da un bel cappello, che copra sia il viso che la nuca. Le pagliette sono le migliori secondo me.

Ovviamente nella mia strategia non manca mai la crema solare, sempre 50+, importantissima sia per la protezione della nostra pelle sia per avere meno segno possibile di magliette, guanti, etc. in vista delle vacanze al mare.

Indosso sempre magliette di cotone a maniche corte, anche se sarebbe meglio indossare camice larghe e a maniche lunghe, sempre in cotone, di colore chiaro, queste ultime sono top! Raramente uso le canotte, per evitare sia ulteriori segni di abbronzatura e sia un ulteriore esposizione ai raggi UV, senza contare che non sono più “fresche” rispetto ad una t-shirt…fa caldo uguale e ci si scotta di più!

Per quanto riguarda i pantaloni, prediligo quelli in cotone, o comunque evito quelli totalmente sintetici o definiti “termici”, perché secondo me sono più caldi dei classici.

Per le scarpe, consiglio il cambio delle solette (io l’inverno ho quelle invernali di lana, quindi devo cambiarle necessariamente), e ovviamente se le scarpe sono invernali e pesanti, è bene avere per l’estate un cambio di scarpe, perché sennò si sentono proprio le fiamme dell’inferno sotto i piedi!

Infine, oltre a bere tanta acqua e ad utilizzare un buon integratore (io amo quelli a base di magnesio), io mi bagno in continuazione la testa, soprattutto quando mi sento la testa in fiamme.

Ovviamente, in tutto questo, consiglio vivamente di introdurre la pausa ghiacciolo durante il pomeriggio, perché d’estate fare qualche pausa in più male non fa!!!

Questa è la mia strategia per sopravvivere ai mesi più caldi, anche se quando fa caldo fa caldo! E ogni soluzione sembrerà vana! Ma questo è quello che possiamo fare in cantiere!

Com’è andato il mese di marzo?

Come ogni inizio di un nuovo mese sono qui a fare il bilancio del mese precedente e direi che marzo dal punto di vista lavorativo è stato piuttosto proficuo!

Marzo è iniziato con la consapevolezza che il cantiere dove lavoravo da cinque mesi sarebbe finito, ma inaspettatamente è subentrata un’altra ditta che aveva bisogno di un nuovo collaboratore, così sono rimasta lì per altre due settimane!

Sono stata molto contenta di questa collaborazione, in quanto erano anni che cercavo di lavorare con questa ditta, ma nonostante avessi inviato il mio CV diverse volte non mi avevano mai richiamato! Quindi sono stata piuttosto entusiasta di aver aggiunto questo contatto alla mia lista delle collaborazioni!

La mia collaborazione con loro sarebbe potuta continuare ma nel frattempo ho ricevuto una chiamata da un’altra ditta con cui desideravo collaborare da tempo! Ebbene si un altro nuovo contatto! Essendo un po’ stanca della lontananza (ben un’ora e mezza di macchina solo ad andare) ed avendo comunque raggiunto il termine della lettera d’incarico, ho deciso di accettare il nuovo lavoro.

Il nuovo cantiere seppur lontano, è raggiungibile in treno quindi meno stancante da questo punto di vista, anche se comunque la mia sveglia è rimasta puntata alle 5.30.

Inoltre essendo un cantiere nuovo sono subentrata proprio all’inizio dell’ampliamento dello scavo, ed è sempre emozionante vedere uno scavo dall’inizio e speriamo di poterlo vedere fino alla fine!

Perché ho questo dubbio?!

Bè per il mio “amato” diploma di specializzazione che incombe sulla mia testa come la “spada Damocle”.

Anche se devo dire che una buona notizia c’è stata a tal proposito, ovvero, è stata approvata una sessione straordinaria per luglio causa Covid! Ma comunque sta di fatto che sono in netto ritardo sulla tabella di marcia della tesi e tirocini vari!

Per una volta mi trovo a desiderare un po’ di pioggia, che mi dia un po’ di tempo da dedicare a tesi e tirocini! Ma ci fosse una volta che le cose si incastrino nel senso giusto! In qualche modo farò!

Infine una grande soddisfazione del mese di marzo è stata la mia prima live su @twitch.italy con i ragazzi di @letsdigagain, nella quale abbiamo parlato del mio blog dedicato alla mia vita professionale da archeologa freelance!

È stato molto soddisfacente ed emozionante anche perché non mi sento ancora a mio agio a parlare nelle stories, quindi questa esperienza è stata una grande opportunità per rompere il ghiaccio!

Spero che il vostro marzo sia stato produttivo tanto quanto il mio! Aspetto i vostri commenti qui sotto con le vostre novità!

Ma siamo già a marzo?

Ebbene sì, febbraio è volato.

All’inizio di questo mese sono tornata a lavorare nel cantiere che avevo lasciato a metà gennaio, in quanto è stato possibile indagare meglio alcune zone, quindi fortunatamente non ho avuto grossi buchi di inattività, che comunque come sapete ho colmato con i miei tirocini da specializzanda.

Nel frattempo, in questo mese, ho anche finito il corso di formazione sul mondo digitale tenuto da promosso da Ecipar Bologna, grazie al quale ho potuto approcciarmi a diverse tematiche che prima non avevo avuto modo di affrontare, ampliando le mie conoscenze, ancora molto basilari, su questo universo così affascinante e sempre in continua evoluzione.

In questo brevissimo mese di febbraio la mia regione, l’Emilia-Romagna, è stata per sole due settimane gialla, quindi sono riuscita anche ad uscire fuori per un pranzo al giapponese e per un aperitivo post pranzo con i miei carissimi colleghi archeologi (ebbene sì! A noi archeologi piace stare in branco).

Non ho avuto molte altre occasioni per uscire. Durante la settimana ero otto ore in cantiere e non dormivo a casa mia ma nella casa della ditta con i miei colleghi, quindi da fare tra le montagne reggiane non c’era molto, soprattutto con la chiusura dei bar alle 18.00, quindi non mi restava che svagarmi facendo il tirocinio ministeriale.

Per questo tirocinio abbiamo anche skypecall programmate dove io e i miei colleghi della Scuola di Specializzazione discutiamo delle problematiche riscontrate durante le settimane di lavoro con i nostri funzionari di riferimento.

Al momento il cantiere in cui sto lavorando è in fase di chiusura, martedì sarà l’ultimo giorno, ed ero già pronta ed organizzata per procedere con i vari tirocini e la tesi di specializzazione, peccato che…siamo diventati zona arancione SCURO, e quindi dovrò un po’ capire cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare in Università, spero solo di non dover perdere tempo sia con il lavoro che con le mie attività curriculari.

A questo punto dopo ben un anno di pandemia la situazione inizia a crearmi dello scompenso, sono rimasta positiva finora ma dopo l’ennesimo cambiamento di colore inizia la mia fase di scoraggiamento.

Questo mese, dal punto di vista emotivo, non è stato totalmente positivo come quello di gennaio in cui ero più carica e positiva, è stato pieno di alti e bassi nonostante sia stato un mese ricco e faticoso dal punto di vista lavorativo, dove ho smosso un buon quantitativo di terra, dopo aver ovviamente documentato tutti gli strati possibili e immaginabili.

E per voi come è stato il mese di febbraio? È stato un mese produttivo o avete avuto qualche difficoltà?

Com’è andato il primo mese di questo nuovo anno?

Direi che è stato un mese piuttosto pieno e soddisfacente.

All’inizio dell’anno avevo fatto una lista di buoni propositi che avevo condiviso con voi.

I miei obiettivi per questo anno principalmente sono rivolti: ad una migliore gestione del denaro; al lavoro e all’essere proattiva nella ricerca di questo; sull’organizzazione del mio tempo in modo tale dall’essere più produttiva possibile; infine essere costante nella creazione dei contenuti per il mio Blog e la mia pagina IG.

Quindi partendo da questi propositi ho iniziato a cambiare le mie abitudini, quindi innanzitutto sto cercando di fare budgeting per capire le mie entrate e le mie uscite per una migliore gestione del denaro, oltre ad aver letto un libro dedicato a questo argomento, “Risparmiare è facile (se sai come fare)” di Debora Rosciani e Mauro Meazza, suggerito da Federica Mutti nella sua Newsletter di inizio anno!

Ho deciso di intraprendere questo percorso più consapevole in quanto da quanto ho la P.IVA per me è molto difficile gestire in mio denaro in maniera adeguata. Questo per diverse motivazioni che vorrei affrontare con voi più avanti.

Per quanto riguarda il lavoro sono piuttosto soddisfatta di questo mese, non tanto dal punto di vista economico, in quanto ho lavorato solo due settimane, piuttosto dal punto di vista produttivo.

Infatti il 15 gennaio si è concluso il cantiere sull’Appennino Reggiano, il quale era partito ad inizio ottobre.

In seguito ho lavorato due giornate in assistenza, dopodiché non c’erano grossi lavori in ballo, ma non mi sono lasciata abbattere.

Piuttosto che piangermi addosso a casa come ho fatto per gran parte del 2020 in attesa di chiamate, ho impiegato il mio tempo nello svolgimento dei miei tirocini per la Scuola di Specializzazione.

Il primo tirocinio è propedeutico alla mia tesi di diploma e riguarda lo studio di alcune sepolture, dal punto di vista antropologico, provenienti da un sito dell’Appenino Reggiano di periodo medievale.

Per questo avevo fatto pochissime ore tra settembre e ottobre, anche a causa del Covid, e non aveva fatto molto all’epoca, se non lavare qualche sepoltura e restaurare qualche osso.

Questa volta aiutata da un mio caro amico, ripagato con CFU, siamo riusciti a lavare tutte le sepolture che saranno protagoniste della mia tesi di specializzazione. L’obiettivo infatti, prima di trovare un nuovo lavoro era proprio quello di lavare tutte le sepolture, ma siamo riusciti a superarlo iniziando anche a fare un po’ di restauro!

Quindi mi posso definire molto soddisfatta di questo!

Insieme a questo tirocinio, io e i miei cari colleghi abbiamo iniziato anche il tirocinio Mibact da remoto. Abbiamo fatto un po’ di ore di formazione e anche qualche ora di inserimento dati.

Per questo tirocinio ho deciso di occuparmi del progetto rivolto alla “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale”, che ha come obiettivo l’acquisizione delle procedure normative e operative di competenza della Soprintendenza riguardanti la tutela del patrimonio archeologico, con riferimento alla pianificazione territoriale e all’elaborazione delle carte di potenzialità archeologica.

Ho scelto questo progetto proprio perché con il titolo della Scuola potrò occuparmi di archeologia preventiva, ma al momento nessuno di noi ha acquisito competenze rivolte a questa branca tramite la Scuola stessa, quindi ho pensato bene di acquisirle proprio tramite il tirocinio, in modo tale che fosse realmente formativo.

E devo dire che sono molto soddisfatta della mia scelta!

Senza contare che sarò obbligata ad usare il GIS e quindi finalmente utilizzandolo potrò far mio un software fondamentale nel mondo archeologico.

Infine ogni mercoledì di questo mese, ho partecipato, come anche per il mese di dicembre, ad un corso sul mondo digitale chiamato “Competenze digitali per la produttività professionale” offerto da Ecipar Bologna.

Vista la mia passione per il digitale ho deciso che voglio utilizzare tutti gli strumenti che offre questo mondo in maniera consapevole partecipando a corsi di formazione ed eventi.

Durante questo mese abbiamo affrontato finalmente come utilizzare i Social Network in maniera professionale, concentrandoci su Linkedin, Facebook e iniziando a vedere come si crea un piano e un calendario editoriale.

Il prossimo mercoledì finirà questo corso e devo dire che sono molto contenta di aver partecipato e di aver conosciuto gente che non fa parte del mio mondo.

Il prossimo mese so già che ritornerò sullo scavo in Appennino, finito il 15 gennaio, in quanto ci sarà una seconda campagna di scavo, e quindi credo che il mese di febbraio partirà in maniera molto positiva, o comunque sicuramente con del lavoro da fare!

Spero che questo articolo vi sia piaciuto! Per qualsiasi curiosità e info scrivetemi, io resto sempre a disposizione!

Il mio viaggio nei Paesi Bassi, ultimo giorno

L’ultimo giorno in Olanda lo abbiamo passato a visitare Utrecht, alla quale non abbiamo dato la giusta importanza.

Utrecht venne fondata dai romani nel 47 d.C. per proteggere un importante posizione per l’attraversamento del fiume Reno. Questa città fu tra le prime dei Paesi Bassi ad abbracciare la fede cattolica, e nel Medioevo divenne un importante centro religioso, estendendo il proprio controllo su buona parte dei Paesi Bassi fino al 1527. Il centro cittadino conserva molte chiese e monasteri medievali, che si trovano ora accanto a moderni complessi architettonici.

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Il mio viaggio nei Paesi Bassi, terzo giorno

Il penultimo giorno della nostra vacanza lo abbiamo passato nel quartiere dei musei, dato che avevamo prenotato la visita al museo di Van Gogh nel pomeriggio.

Al mattino abbiamo approfittato per visitare un po’ il quartiere, e in seguito ci siamo diretti verso il Vondelpark per fare un pic-nic.

Il Vondelpark è un parco all’inglese di circa 48 ettari aperto al pubblico nel giugno del 1865. Al suo interno anatre, uccelli, scoiattoli e ricci animano il parco insieme a oltre 10 milioni di visitatori all’anno.

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Il mio viaggio nei Paesi Bassi, secondo giorno

Il giorno dopo abbiamo deciso di tornare ad Amsterdam. Come prima cosa siamo andati al punto informativo turistico, che si trova proprio di fronte alla stazione centrale, per avere informazioni su come raggiungere le zone caratteristiche con i mulini a vento. Un gentilissimo signore ci ha consigliato come meta Zaanse Schans, cittadina turistica che si trova al nord di Amsterdam. Così seguendo le sue indicazioni abbiamo preso un treno che in 20 minuti ci ha portato in questa graziosa cittadina, nella quale si può respirare la vera essenza dell’anima olandese.

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Il mio viaggio nei Paesi Bassi, primo giorno

Ciao a tutti,

in questo post mi piacerebbe raccontarvi della mia esperienza in Olanda, avvenuta durante il mese di maggio.

Sono volata ad Amsterdam con il mio ragazzo il 24 maggio e siamo tornati la domenica 27 maggio, purtroppo è stata solo una toccata e fuga ma ne è proprio valsa proprio la pena.

Siamo partiti dall’aeroporto di Bologna alle 10.15 il giovedì 24, per atterrare alle 12.15 all’aeroporto di Eindhoven.

https://www.instagram.com/p/BjKoTePhG9-/?taken-by=minerva_archeologia

Da qui abbiamo preso il pullman per raggiungere Utrecht, città che abbiamo scelto per soggiornare durante questo week-end lungo. Inizialmente, avremmo voluto alloggiare ad Amsterdam, ma sapete come sono le finanze di noi archeologi. Così abbiamo optato per questa città ed è stata un’ottima scelta! La nostra decisione è ricaduta su Luxury Apartments, appartamenti situati in un contesto residenziale. Abbiamo scelto di alloggiare in appartamento in modo tale da essere più indipendenti e non avere alcun tipo di legame con colazioni, pranzi o cene in hotel.

Dall’appartamento la stazione di Utrecht è a 10 minuti a piedi, e da lì partono i treni per Amsterdam ogni 10 minuti, la quale dista una mezz’ora con il treno.

https://www.instagram.com/p/BjKvoRuB9LG/?taken-by=minerva_archeologia
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Il mio primo scavo … il mio primo amore

Ciao a tutti,

oggi vi volevo raccontare del mio primo scavo archeologico, avvenuto nel 2009, quello della Pieve di Santa Reparata (FC-Italy).

Questo scavo non solo mi ha fatto capire quanto amassi realmente l’archeologia e lo scavo, ma mi ha fatto innamorare del Medioevo, della cristianizzazione nelle campagne e delle sepolture, anche se in questo scavo ancora non sapevo quanto realmente amassi queste ultime XD.

I primi giorni mi sentivo realmente un pesce fuor d’acqua, come una bambina che affrontava il primo giorno di scuola. Già ero al primo anno di Università, e quindi mi stavo ambientando ad una nuova routine, una nuova città ed a nuove persone, mancava solo essere anche una matricola di scavo, ciò mi mandava realmente in ansia da prestazione, e più vai in ansia e più non ti senti adatto.

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